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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   donne, contenuta nel libro I, « ricorda in modo sorprendente certe pagine del Corbaccio», che «fu scritto nel 1355 o al principio del 1356». Modificò poi alquanto la sua opinione riguardo al tempo della composizione del Corbaccio, ma probabilmente continua tuttora a considerare come press'a poco contemporanei les deux morceaux : « sono le stesse querele, gli stessi rimproveri snocciolati con lo stesso tono di collera in cui trasparisce un mal dissimulato dispetto». Non mi pare, questa, ragione convincente. Sappiamo come lavorava il Boccaccio, e quante volte lo stesso tema fu da lui ripreso e rielaborato; vedemmo il germe del Corbaccio in alcune pagine del Filocolo. Buona parte dell'invettiva del De Casibus, la seconda parte, non citata dall'Hau-vette, ha notevoli riscontri nell'invettiva di Fileno, e non nel Corbaccio ('); a rigore, una sola frase del De Casibus somiglia veramente a una del Corbaccio (2).
   (!) Sono due delie enumerazioni; di eni tanto si compiaceva il Boccaccio. De Casibus : « Qua in parte securior quam in coniugis sinu esse debuerat Agamemnonl Ilaec urens semivictum adultero perimendum concessit. Sino legem Semiramidie inclytam ob pruriginem . . . Medea patrem spoliavit, fratrem disoerpsit, propriis flliis non pepercit. Progne non Itim filami tantum occidit, sed etiam coctum patri comedendum adposuit». — Filocolo: «Colei clie l'antica Babilonia cinse d'alte mura, presa dalla libidinosa volontà, col figliolo si giacque . . . Nullo (fallo) fu sì crudelmente fatto, come quello clic Clitennestra miserameute commise ... la quale consenti che egli portasse ad Agamemnone il non perfetto vestimento, e in quello vedendolo avviluppato, Egisto miserabilmente l'uccise acciocché poi, senza alcuna molestia, i loro piaceri ]) «tessero mettere in effetto ... Quanta acerbità e quanta ir i si potè ancora discemere essere stata in Prosne ucciditrice del proprio figliuolo per far dispetto al marito? E iu Medea simigliantemente?». Cfr. auohe la risposta di Fiammetta a C'aleone, Questione VI.
   (-) De Casibus : «exili vitro quas alias oarpere uovacula nequivere pilos e facie tollere cutisque crassitudinem radentes minuere». — Cor-