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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   vette a proposito della frase del Boccaccio. In quale altro modo questi avrebbe potuto dire che era il padrino del piccolo Cavalcanti, quantunque non l'avesse egli, di persona, presentato al sacerdote? Le espressioni di prammatica: suscipere o levare ali-quem de sacro fonte (°), si usavano e si usano tanto se il padrino partecipa alla cerimonia, quanto se, assente, si fa rappresentare da altra persona. Valga un esempio. La regina di Francia Maria de' Medici, stando a Parigi, accolse benignamente la preghiera de présenter sur les saints fonts de baptesme un figlio dell'Arlecchino Tristano Martinelli; incaricò una signora di Mantova di «rendre son office en son nom » ; ma, da allora in poi, ella fu la cristianissima comare di Arlecchino. Unita con le altre, può aver valore anche un' ultima considerazione. Quando il Boccaccio si offrì per padrino della prole nascitura del sacrae famis et angelicae vir, gli scrisse : « non mihi modicum gratum esset ut ea in meis manibus permanente sacro baptismatis fonte lavaretur »; nella dedica del De Casibus, non scrisse di aver tenuto al
   fonte il bambino di Maghinardo con le sue mani.
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   Il Boccaccio aveva serbato lungo tempo presso di se il De Casibus, prima di dedicarlo a Maghinardo. Da quanto? L'Hauvette, che ne ha scoperto due redazioni abbastanza diverse tra loro, credette cominciata la prima nel 1356, perchè l'invettiva contro le
   (2) « Requiritur quod aliquis suscipiat bnptizatum de sacro fonte; ille qui aliquem levat de sacro fonte». Divi Thomae Aquinatis, Stimma t/teologica, P. Ili, LXVII, 7, 8.