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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 206 —
   il Boccaccio gli scrisse la seconda lettera (') — che il parto della moglie potè avvenire a Firenze, dove dimoravano i fratelli (2) e i parenti di lui, dove egli, più tardi, andò a stabilirsi, e morì (8); ma non è necessario appigliarsi a queste e a simili imaginazioni, quando l'ipotesi del Korting basta a sciogliere il nodo. Non capisco il dubbio sollevato dall' Hau-
   (!) « Commendationés insuper quas facis ex parta eomimiiim ami-corum atque ìnaiorum meorum, laeto animo suscipio et amplector, pre-eorque ut versa vice me, dum illis Neapolim scripseris, commendatum facias, et potissime domino Lodovico Regenti, neo minus dominae coniugi tuae, euius ego honorem et consolationem cupio ».
   (2i Amerigo e Salice. Nel 1364, combattè Amerigo contro i Pisani ;
   nel 1381, fu eletto de' Sedici della Pace. Documenti di St. italiana, VI, 297; Cor azzini, I Ciompi, 23, 144. Salice, nel 1378, fu fatto « cavaliere di popolo», ma non accettò. Alla fine della lettera del 28 agosto, il Boccaccio, da Certaldo, pregò Maghinardo di racoomandarlo «magnifico militi domino Americo et Salici fiatri suo»; pochi giorni dopo, il 13 settembre, ricevette da lui un « insigne dono ». Mi pare, perciò, probabile, per non dir certo addirittura, che Maghinardo fosse allora a Firenze.
   (3) Nel 1378, fu mandato ambasciatore al papa con altri sette autorevoli cittadini; Docum. citati, 355. Morì nel 1380, e fu sepolto in
   S. Maria Novella «con bellissimo epitaffio»; Mansi, /»•'. del Deca-
   meron, 72. — «Lunedì, a dì 12 di marzo (1380), il dì di S. Gregorio, si fecero l'esequie di M. Maiuardo di Giacliinotto Cava'canti, che morì
   insino a' 12 di febbraio passato, che volendo punire un cherico per cose sconcie faceva ... le messe il cherioo a posta andando ad un castello . . . sfoderollo, di che si morì. L'essequie si fecero in S. Maria Novella, onorevolissime quanto si potò. Capanna tutta fornita di torchietti, e tutta la chiesa, e coro, e là a traverso di chiesa dovo è la cappella degli Strozzi e Rucellai, due candele e due torch etti, ventiquattro torchi grandi onorevoli; barn di drappo d'oro ebbe... e portarono più cavalieri. Cinque cavalli coperti; tutti quelli da lato di M. Giannozzo Cavalcanti vestiti a bruno, ed i suoi piccoli fanciulli Grandissimo onore ebbe, e gran danno è stato di lui, o molto pianto
   da tutti». Diario del Monnldi, 462, nell'odiz. Silvestri delle Istorie pi-eo'esi; Milano, MDCCCXLV.