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VI. A Iacopo Pizzinghe; ultimi mesi del 1372.
VII. A Pietro da Monteforte; 5 aprile 1373.
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Al suo liberale protettore Maghinardo Cavalcanti, il Boccaccio dedicò il libro De Casibns illustrium virorum, non si sa quando. Osservando che, nella dedica, il Boccaccio dice di essere stato padrino di un figlioletto di Maghinardo, e, nella lettera del 28 agosto, allude al recente matrimonio di lui, il Bal-delli tentò di far concordare tra loro le due notizie; e perchè attribuiva la detta lettera al 1372, « ragionevolmente suppose ch'ei scrivesse la dedicatoria nel 1374, nell'atto di divulgare quest'ultima sua fatica » (t). A questa opinione oppose l'Hauvette (2) una serie di argomenti, da' quali fu condotto a conchiudere che la dedica del De Gasibus non ha alcuna relazione col matrimonio di Maghinardo, avvenuto nel 1372, e a formulare una proposta da sostituire a quella del Baldelli:
In fin de' conti, noi conosciamo assai poco la vita privata di questo Mainardo, e niente prova ch'egli non fosse stato ammogliato una prima volta, o che, senz' essere ammogliato, non avesse avuto un figlio : il Boccaccio aveva ogni sorta di ragioni per non adombrarsi d'essere il padrino d'un figlio naturale !
Scartati gli anni 1371 e 1373,
si può pensare, invece, con la più grande verisimiglianza al soggiorno che fece il Boccaccio a Napoli nel 1362. Si sa quale
(!) Vita di G. S., 386-7.
(2) Sur le « De Casibus virorum ilhislrium > nel voi. Entre cama-rades: Paris, Alcan, 1901.