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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   perciò, conchiudere che, negli ultimi suoi anni, egli venne a Napoli due volte.
   D'altro lato, non è credibile che, partito da Napoli nel maggio del 1372, avesse tardato a scrivere all'amico e benefattore Maghinardo sino alla fine dell'estate del 1373; la scusa del lungo silenzio s'intende benissimo, supponendo che fossero passati parecchi mesi « dall'ultima volta che l'aveva veduto ». Toglie, poi, ogni dubbio una notizia, che dà a Maghinardo nella prima lettera: egli era entrato nel sessantesimo anno di età (sexagesimum annum ago) ossia aveva compiuto il cinquantanovesimo; dunque, scriveva correndo l'anno 1372. Al 1372 appartiene la lettera all'Orsini, nella quale dice d'esser capitato a Napoli anno praeterito, e che, mentre egli ripensa le amabili offerte di Giacomo di Maiorca, questi «tamquam juvenis et novarum rerum avidus», se ne va girando pel mondo (l); agli ultimi mesi del 1372, quella diretta al Pizzinghe logoteta del re di Irina-cria, se Federico assunse questo titolo — tante volte sdegnosamente rifiutato da un altro Federico d'Aragona ! — soltanto dopo che i patti della pace conchiusa tra lui e Giovanna furono approvati dal papa. La lettera del 5 aprile, che ricorda a Pietro da Mon-teforte una conversazione tra il Boccaccio e Ugo
   (') Aveva lasciato Napoli poco dopo l'aprile del 1372 «per partecipare alla guerra contro i Visconti; per qualche tempo militò al seguito del conte di Savoia durante la campagna di Piemonte»; nel 1373 tornò in Francia. Romano, 226-27. A un altro particolare fermò opportunamente 1 attenzione l'Hortis. Il Boccaccio scrive all' Orsini che il Petrarca «abita eutjaneos colle», nome col qua'e il Petrarca indicava Arquì» e non altra terra»: — orbene, il Petrarca abitò ad Arquà fino al novembre del 1372, e non vi tornò prima dell'ottobre o del novembre 1373. Sludj, 285.