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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   in un altro sostegno della sua vecchiaia. Poteva aver conosciuto Ugo (') nel 1371 ; ma ne sperimentò la bontà e la liberalità nel 1372. Racconta nella lettera a Niccolò Orsini (Y), che, capitato vecchio e infermiccio a Napoli l'anno precedente, e benignamente accolto da ignoti amici, fu all'improvviso visitato da Ugo, il quale lo confortò, gli fece animo, tentò di farlo rimanere a Napoli; ma, vedutolo fermo nel rifiuto, lo seguì sino in patria con doni proporzionati alla sua magnificenza. Soggiunge che, prima di ripartire per la Toscana, fu fatto caldamente pregare da Giacomo re di Maiorca, perchè rimanesse « all'ombra della sua sublimità ». Certamente, l'intermediario tra Giacomo e lui fu Ugo, giacché dalla lettera al Pizzinghe (I) apprendiamo che « l'uomo esimio », Ugo, con tutte le forze, si sforzava di collocarlo iu « placido ozio », anche mediante sussidio della regina. Al Pizzinghe, inoltre, il Boccaccio racconta che, mentre non sapeva se accettare o no le proposte di Ugo, sentì parlare di frate Ubertino minorità, « che in quel tempo stava a Napoli per certi ardui affari del suo re », e volle conoscerlo. Tutto questo, checché altri abbia asserito, non potè avvenire prima del 1372. Alla fine di novembre 1371, Giacomo di Maiorca, da poco uscito
   (!) Male il Corazzini tradusse: « Ugo . .. conobbe me» dove il testo ha: adeste me novit. — Nella lettera a Niccolò Orsini, dopo aver parlato delle cortesie e della liberalità, che Ugo gli usò, e degl'inviti, che gli feoe, ricorda gì' inviti analoghi del suo caro Petrarca, « iam diu, Hugone nondum cognito: Corazzisi, 319. Notizie di Niccolò Orsini conte di Nola, e di Ugo di Sanseverino, che poi fu protonotario, si possono trovare nell'import inte libro di Giacinto Romano, Niccolò Spinelli da Oiotinazzo; Napoli, l'i erro, 1902.