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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   moso, mi trassi la tua Eletta su le ginocchia, avendola, al primo vederla, scambiata per la mia fan-ciulletta morta. — Sappiamo dallo stesso Boccaccio che, alla visita da lui fatta alla figliuola del Petrarca, erano presenti parecchi amici (l); tra questi, Donato, che invano, quando egli era sbarcato a Venezia, aveva tentato di menarselo a casa sua (2), e, molto probabilmente - stavo per dire certamente - anche Guglielmo.
   Se, mi sono ingannato, sarò lieto che altri sbrogli questo viluppo meglio che io non abbia saputo fare.
   (!) Lettera citata: « in hortulo tuo, assistentibus ex «micia non-nullis ». L'amicizia del Petrarca per Guglielmo è attestata dalla lett. 1, III, delle Stilili.
   (2) « Invito etiam Donato nostro», accetti l'ospitalità di Francesco Allegr.
   
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