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mentre egli andava a Napoli ('); nella lettera afra Martino da Signa, aggiunge che era morta prima del suo settimo anno ('-): nella lettera Ut teriderem, scritta al Petrarca il 30 giugno 1367 (3), ricorda mestamente di averla veduta l'ultima volta quando ella toccava i cinque anni e mezzo, e che somigliava molto alla nipotina del Petrarca, Eletta, come potevano attestare Donato e Guglielmo ravennate, i quali l'avevano conosciuta. La grande somiglianza dell'una all'altra fanciulla gli fece profonda impressione. quando, nella casa di Francesco da Bros-sano, a Venezia, gli apparve improvvisamente la piccola Eletta.
Et ecce modestiori passu quam deceret aetatem veni! Electa tua, dilecta mea, et antequam me nosceret ridens aspexit. Quam ego non laetus tantum sed avidus ulnis suscepi. Primo intuitu virgunculam olim mearn suspieatus. Quid dicam ? Si mihi non credis, Guilielmo ravennati medico et Donato nostro qui novere credito: eadem que meae l'uit, Electae tuae facies est, idem
(!) Te Fusco, ferébat
Calchidicos colles et pascua lata Vesevi dum petii, raptam nobis, Cybelisquc sacrato al sconsam gremio. Dum petii, per l'Hauvette, vale: « durante un soggiorno che feci a Napoli »; per l'Hecker: « mentre ero in viaggio per Napoli ». Il primo si trattiene a dimostrare che il Boccaccio potè usare il perfetto invece del piuccheperfetto per indicare un'azione interamente terminata; ma petere può valere soggiornar?, stare in un luogo? Non soggiornava nel Lazio, Enea, quando Italiana fatis petiit auctoribus : con lungo e difficile viaggio, invito numine 'l'roes Italiam peliere. Cfr. Atneis, X, 31, 67.
(2) « Pro Olympia iutelligo parvulam flliam meam olim mortuani ea in aetate in qua morientes coelestes effici cives credimus ».
(3) Questa data fu acutamente determinata dal Cocnix, Boccace, 383 sgg. (103 della traduzione italiana da me pubblicata nella Biblioteca critica; Firenze, Sansoni 1901).