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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 190 —
   del 2 gennaio 1354 l'altra, con la quale lo informò dei risultati delle ricerche, da lui fatte in Ravenna, intorno a S. Pier Damiano ('). Il Petrarca gli aveva chiesto la vita e gli opuscoli del santo, e li aspettava con gran desiderio a Milano — circostanza, a cui non badarono quegli eruditi, che credettero la lettera scritta nel 1368, quando, cioè, il Petrarca non dimorava più a Milano. Or, da chi il Boccaccio aveva appreso il desiderio del suo grande amico? « Nuper cum fide retulit noster Donatns grammaticua ». Importa avvertire che maestro Donato del fu Nencio da Pratovecchio, « dottore in grammatica e maestro di scuola », comparisce testimone di atti notarili ('-) rogati in Ravenna il 2 dicembre 1351 e il 18 febbraio 1356. Abitava, dunque, e insegnava in Ravenna, non vi fu incontrato per caso dal Boccaccio ; perciò Appennino potè veder Cerresio andare spesso
   a passeggiare nella selva palustre.
   *
   * *
   Tutto questo non giova a risolvere, anzi rende più complicato il problema posto dall'Hauvette : — Dove e quando, l'Albanzani, potè vedere la figlioletta del Boccaccio, Violante? E non paia un voler perdere il tempo l'affaticarsi a cercarne la soluzione, perchè questa può condurre a determinare la data della nascita e della morte di Violante, e, per conseguenza, la data d'un viaggio del padre di lei a Napoli. Nell'egloga XIV, dice di averla perduta
   (') ConAzziy], 307.
   (-) Pulib'icati noi Codice diplomatico dantesco; dispensa quinta.