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quale, se mentito non m'è, quantunque bel viso avesse, era gozzuta ». Quest'ultimo curioso particolare ('), e l'inciso: se mentito non m'è, accennano a voce raccolta; escludono, voglio dire, che il Boccaccio avesse desunto le sue informazioni dal canzoniere di Dante.
L'Hauvette rammenta che l'Hecker non crede possa essere anteriore al 1350, o al 1353, il primo incontro del Boccaccio con l'Albanzani; per conto suo, non vuol discutere se il ricordo contenuto ne' versi dell'egloga XVI si riferisca al 1346 piuttosto che al 1350. A questo proposito, c'è da domandare: il Boccaccio andò a Ravenna nel 1350 o nel 1351? 0 nell'uno e nell'altro anno? Abbiamo tre notizie, che non so se qualcuno abbia cercato di metter d'accordo tra loro. la Nel settembre del 1350, i Capitani di Or S. Michele deliberarono di pagare « a messer Giovanni Boccaccio fiorini dieci d'oro perchè gli desse a suora Beatrice figliuola che fu di Dante Alleghieri monaca nel monastero di San Stefano dell'Uliva di Bavenna » (2). 2a Un documento degli 11 novembre 1350, veduto dal Mehus, recava: « Domi-nus Ioannes Boccacci olim ambasciator trasmissus ad partes Romandiolae ».3a L'elargizione de'Capitani di Or S. Michele fu fatta nel mese di dicembre 1350 (3). Se la terza notizia fosse credibile, converrebbe ritardare al 1351 l'andata del Boccaccio in Romagna;
(') 11 prof. N. Santi, nel suo libro sul Canzoniere di Dante (Roma, Loescher, 217) « dubita formalmente ebe la notizia sia del Boccaccio, non essendo riuscito a trovarla in alcuno de' suoi scritti » ! Bastava clie avesse aperto il Compendio a p. 17 dell'edizione citata del Uostaguo.
(2) Con la solita sbadataggine, l'Hutten, 120 n., crede che questo sia il documento riscoperto dal Bernicoli a Ravenna. () Baliiei.i.i, Vita di G. B., 877.