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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 171 —
   ancora vivo Andrea, si fosse data a Roberto de Cabannis ; ma ne spiegò l'origine, e la smentì ('). Così nelle egloghe, come nel Db Gasibus, per ben tre volte, costantemente ripetè l'opinione, che s'era formata intorno all'assassinio di Andrea: i signori temevano che questi, assumendo la corona, li avrebbe trattati severamente, perciò se ne vollero sbarazzare (2). I signori, i proceres, i leones, non già la regina.
   Nell'egloga Vili, il poeta sfogò terribilmente la sua ira contro l'Acciaiuoli, Micia. Non dimentichiamo, però, che dette bella prova della sua equanimità nella lettera a fra Martino da Signa, posteriore al
   (') « Sinenda sunt liaec, et ventis suspitiones huiusmodi exhibenda), quuni quantumcumque minima familiarità» hominum sit, infamia inliciat facile etiain honestissimas mulieres ». De Casibus, IX. (3) Ecl. Ili :
   .... plerique volunt quod Silva leones nulriat haee, dirasque feras, quibus ipse severus occurrens, venans morlem suscepit Adonis.
   Ecl. IV:
   ........miserandus Alexis
   qui gregibus nimium durtm, silvisque moleslus imperìtans abtit, crudeli funere pulsus.
   De Casibus, IX: « Veruni quum quidam ex regni proceribus iam praecognitam in so severitatem regis iuveuis et forte meritam indigna-tioneni timercnt, et sibi si rex fleret praesagirent supplicium, coniu-rantes in eum clam ne coronAretur operam dare coeperunt ».
   Ne' biondi leoni, 1' Hortis volle vedere l'Acciaiuoli, che aveva nello stemma uu leone; il De Blasiis, i principi di casa d'Angiò, che erano biondi; 1'Hutten ha scoperto i «conti della Leoue*sa ». Ma il poeta non dice che, nella selva, si appiattino uno o due o quattro leoni ; dice «he la selva produco, nutrii, fert leones. — Cfr. 1' Ecl. V : Nee fuit Italiae quae ferrei siivi leone< Anne praelrr; mites tulil haec iraq'ie verendos. Questo mites merita attenzione.