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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 109 -¦
   insieme, e iniquissima Sancia contessa di Morcone, quae pregnans erat — e, a sentir lei, non per fatto del proprio marito — quae fuit suo corpore valde gavisa, che, ut fertur, da vera lupa nel senso figurato latino, puplice meretricàbatur, che fu l'anima della congiura contro Andrea, prima proditrix dicti ducis, principalis autrix di tutt' i mali di Andrea e di Giovanna (l). Ella, Filippa sua nonna, e Roberto suo zio — dice il Boccaccio nel De Casibus — avevano allontanato tutti da Giovanna, e disponevano a loro piacimento di ogni cosa (2). Particolare rilevantissimo, corse voce che ella avesse, con le delicate sue mani, preparato il laccio di seta verde, col quale Andrea fu strangolato.
   Una diretta, sanguinosa allusione alla regina, si capirebbe se l'egloga III fosse stata composta nel 1345, sotto l'impressione del delitto, e nell'attesa della vendetta del re d'Ungheria; ma il Boccaccio la tirò giù molto più tardi, e non la riprese a limare e ridurre nello stato presente prima del 1351 (3), quando Giovanna e Luigi di Taranto sedevano sul trono di Napoli, e alla sicurezza e prosperità e fama loro vegliava l'amico suo Acciainoli. Se, nella lupa, avesse
   41) Tutte notizie desunte dalla cronaca di D. di Gravina e dal
   C'hron. Mut mense, 612, 614 ; l'aneddoto del laccio di seta, dal detto
   Chronicon.
   (2) « Nil grave, nil arduum, nil magnum àgi nini a Roberto, Phi-lippa et Sancia adprobatuin, semotosque a secreto Ioannae caeteros praetcr istos >.
   (8) è l'opinione de l'Hauvette, Sulla cronologia ; Giorn. stor., xxviii, 156. Il primo abbozzo, a suo parere, fu ispirato al Boccaccio dalla II egloga del Petrarca (Argus), che non fu mandata dal poeta agli amici d'Italia se non il 18 gennaio 1348. — Cfr. tri, 142, Carrara, I commenti antichi e la cronologia delle eg oghe petrarchesche.