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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   dopo severo e, oserei dire, più diligente esame, ravvisarla nella lupa, che strangola Alessi, come si suole generalmente credere.
   Di Alessi (Andrea d' Ungheria), il poeta narra nell'egloga III:
   ... cautus modicum dum armento, per arra trahebat, in gravidam tum forte lupam, rabieque tremendam incidit impavidus, nullo cum lumine lustrum ingrediens, cuius surgens saevissima guttur dentibus invasit, potuit neque ab inde revelli, donec et occulto svirasset tramite vita.
   Giovanna era incinta quando fu ucciso Andrea; ci vuol altro — si può dire — a provare che la lupa gravida è proprio lei ? Ma Giovanna era incinta di Andrea ; con quale mostruoso connubio potè la lupa esser fecondata da un pastore? Alessi forte lupam incidit, s'imbattè in essa a caso ; Giovanna era moglie di Andrea da tre anni ; stavano insieme in camera quando egli fu chiamato fuori e messo a morte. La lupa salta alla gola di Alessi, e la stringe fino a tanto che lo soffoca ; nessuno, che io sappia, ha mai detto che Giovanna avesse strangolato Andrea con le proprie mani ; al contrario, fu detto che totis viribus tentò d'impedirgli di uscire (l). La figura. dunque, non corrisponde al figurato ne' particolari, che, a prima vista, parrebbero storici. Io inclinerei a considerarla come una personificazione de' vizi della parte della famiglia angioina e della nobiltà napoletana avversa ad Andrea, a guisa della lupa dantesca ; ma se proprio, sub cortice, si volesse scoprire una persona, una donna, mi maraviglio che nessuno abbia pensato alla maligna, e pulcherritna
   (') Chron. Mutinente, 612.