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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Tra la fine di dicembre 1347 e i primi giorni di febbraio 1348, il Boccaccio scrisse a Zanobi da Strada d'esser sul punto di partire da Forlì per accompagnare il suo ospite Cecco Ordelaffi, il quale voleva raggiungere Ludovico d'Ungheria nel Regno (l). Lo accompagnò davvero? L'Hauvette ha sempre risposto affeimativamente, anzi, ora, da questa premessa vuol trarre notevoli conseguenze rispetto alla nascita e alla morte di Violante, la figlioletta del Boccaccio (*). Eppure, l'ho già accennato, il De Casibus riferisce all'anno 1345 il supplizio di Sancia contessa di Mor-cone, che fu mandata al rogo dal re ungherese tre anni più tardi, nel 1348. È vero che alcuni cronisti non meridionali la fanno morire con gli altri complici dell'assassinio di Andrea; ma non credo si possa dubitare dell'esattezza di Domenico di Gravina, il quale era del Regno e nel Regno, ed è, da
   I1) L'Hutten fa partire l'Ordelaffi da Forlì il 17 dicembre, e ri-mauda agli Armale» Gaesenates, che pongono la partenza al 5 febbraio. —- Riesce alquanto strano che, nella lettera a Zanobi, il Boccaccio scriva del re d'Ungheria: «in extremis Brutiorum et Campaniae quo moratur ». Egli sapeva benissimo (cfr. Ecl. IV, 43 sgg.) che, tra il Brutium (l'Hutten, come già l'IIortis, traduce alla brava : gli Ahru-zi) e la Campania, si stende, e non p r pochi chilometri quadrati, la Lucania. Forse la comprese nel Brutium perchè « Lucanos Brutiosque omnes mutato nomine Calabros nominant iucolae?» De Montibux, sotto Apenninus.
   (3) Pouf la bioyraphie de Boccace, 205 sgg. A parer suo, Violante morta, mentre il padre stava a Napoli, prima della line del luglio 1348,