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entro questa rinchiuso. Ma giacché Iddio ha voluto così, mio fratello potrà star di bene in meglio; allora avremmo chiamato con noi Francesco. Oh! vane illusioni! Egli ama Costantinopoli, alla quale deve tutto; io amo l'Italia, perchè a questa dopo il mio Mayr devo la esistenza e la riputazione.... »
Alla fine di quello stesso anno (1840), il 2 Dicembre, fu presentata al pubblico dell'Accademia Reale di Musica la terza opera, « La Favorita ». La intepretarono la Stolz, Duprez, Baroilhet, Wartel, Lavasseur.
Quest'opera ebbe delle bizzarre vicende. Rappresentata, dice il Royer, al Teatro della Renaissance, col titolo « L'Angelo di Nisida » dall'Anna Tillon, fu interpretata di poi all'O-pèra dalla Stolz. In questo passaggio fu tolta una parte di mezzo carattere, ed il primo atto fu diviso in due, onde avere l'opera di quattro atti invece di tre.
Un duetto, per soprano e baritono, fu tolto dallo spartito — allora in preparazione — di « Maria Padilla » ; un'aria, del basso, da una altra opera. Il vero spartito — cioè il terzo ed il quarto atto — restarono tali e quali come prima, salvo la romanza « Ange si pur », tolta ad imprestito dall'altro manoscritto del « Duca d'Alba », e l'altra romanza « Fernand, ecoute la prier », che il maestro ha aggiu-