-98 -
l'anno dopo (1837) — colla Tadolini, colla Brambilla, col Pedrazzi e col Salvatori, che nel « Belisario » aveva oramai il suo, cosi-detto, cavai di battaglia.
Come abbiamo veduto, l'anno 1836 si a-priva pel maestro con l'attivo di un buon successo, e certo Donizetti sperava in un quieto avvenire da trascorrere fra le serene battaglie dell'arte, confidando che le future vittorie gli avrebbero fatto dimenticare, in parte, il triste passato. Vana illusione !
Il dolore, che aveva bussato pochi mesi prima alla sua porta colla morte del padre, non lo risparmiò neppure allora. Nei primi mesi di quell'anno, in breve lasso di tempo, a lui — già dolorosamente provato dalla sventura — morirono e la madre ed una bambina Lo stato suo compassionevole è vivamente dipinto in questo brano di lettera, ch'egli dirigeva da Roma il 5 Marzo all'amico suo, all'affettuoso confidente de' suoi dolori e delle sue gioie, al — più che amico — fratello Antonio Dolci:
Caro Amico,
Dunque tutto è finito? Se non avessi una costituzione talmente fom ch'io stesso ne stupiTo. sa.ei, e per remp-e, anch'io a raggiungere gli f.ltri.