Stai consultando: 'Contributo ad una biografia di Gaetano Donizetti Lettere e documenti inediti', Verzino Edoardo Clemente

   

Pagina (96/198)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (96/198)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Contributo ad una biografia di Gaetano Donizetti
Lettere e documenti inediti
Verzino Edoardo Clemente
L. Carnazzi Editore Bergamo, 1896, pagine 196

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   -98 -
   l'anno dopo (1837) — colla Tadolini, colla Brambilla, col Pedrazzi e col Salvatori, che nel « Belisario » aveva oramai il suo, cosi-detto, cavai di battaglia.
   Come abbiamo veduto, l'anno 1836 si a-priva pel maestro con l'attivo di un buon successo, e certo Donizetti sperava in un quieto avvenire da trascorrere fra le serene battaglie dell'arte, confidando che le future vittorie gli avrebbero fatto dimenticare, in parte, il triste passato. Vana illusione !
   Il dolore, che aveva bussato pochi mesi prima alla sua porta colla morte del padre, non lo risparmiò neppure allora. Nei primi mesi di quell'anno, in breve lasso di tempo, a lui — già dolorosamente provato dalla sventura — morirono e la madre ed una bambina Lo stato suo compassionevole è vivamente dipinto in questo brano di lettera, ch'egli dirigeva da Roma il 5 Marzo all'amico suo, all'affettuoso confidente de' suoi dolori e delle sue gioie, al — più che amico — fratello Antonio Dolci:
   Caro Amico,
   Dunque tutto è finito? Se non avessi una costituzione talmente fom ch'io stesso ne stupiTo. sa.ei, e per remp-e, anch'io a raggiungere gli f.ltri.