-tenendo il posto fino al 1840, quando si dimise per recarsi a Parigi.
A funestare l'eco di tanti successi, di tanti trionfi giunse una funerea notizia che piombò Donizetti nel più acerbo dolore. Il maestro — il quale mai aveva dimenticato, di associare ai suoi trionfi, ed anche alla sua crescente ricchezza, il suo vecchio padre — ricevette, improvvisamente, il terribile colpo dell'annunzio della di lui morte. Impossibilitato a muoversi da Napoli, incaricò delle ultime onoranze alla salma del suo amato genitore il provato amico suo Antonio Dolci con questa breve e commovente lettera, dalla quale tutto traspare il profondo dolore, ed il suo grande amore figliale.
Uscitone, passò quindi a studiare sotto la direzione dell'Abate Speranza. Il suo primo lavoro teatrale lo scrisse nel 1781 pel Teatro di Napoli (il Mon-te^uìiia) \ il suo primo successo l'ebbe a Milano nel 1785 coll'/l/,'ijjdrt. Dopo una breve residenza a Parigi ritornò in Roma e nel 1806 fu nominato maestro di cappella di S. Pietro, in luogo del celebre Guglielmi. Nel 1820 fu chiamato a dirigere il Conservatorio di Napoli, tenendo tale ufficio sino alla sua morte.
Lo Zingarelli era tutto ispirazione, tutto melodia, tutto soavità di sentimento e di canto, e fu quello che istrusse all'aite il Mercadante, i due Ricci e il genio felicissimo di Vincenzo Bellini, e per ultimo, il Rossi.