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Contributo ad una biografia di Gaetano Donizetti
Lettere e documenti inediti
Verzino Edoardo Clemente
L. Carnazzi Editore Bergamo, 1896, pagine 196

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   — goda quel punto all'incominciare dello spettacolo si ebbe tempo di scorrere la tragedia lirica del Sig. Bidera, intitolata : Gemma di Vergy e di fare tra le molte osservazioni anche quella, eh'essendo sèi, fra grandi e piccoli, gli attori o persanaggi introdotti, ne muojono tre solamente, ma senza poi scaldarsi il fegato esuberatamele, ed anche senza destare tristezza, raccapriccio od orrore negli spettatori. E li sta il bello, ed è questa forse la ragione unica per cui l'autore l'ha voluta intitolare tragedia lirica.
   Ecco il fatto! . . . ...........
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   Io credo che se questa tragedia lirica non fosse stata soccorsa qua e là di alcuni pezzi di buona musica e da uha certa distinta abilità della Ronzi sarebbe stata libicamente trattata come fu liricamente trattato il gran ballo. Duole veramente un Pjdco il dover dire che soltanto alcuni pe^i qua e là vennero in soccorso^ quando la' ricca fantasia, e il bello scrivere del --Donizetti poteano darci assai di' più, e quando appunto per tali requisiti a nessun altro siccome a lui dee farsi rimprovero se ricorre a cantilene d'altri autori.
   E che? avremo noi dimenticato il duetto Giovin Rosa della Straniera, la càvatina Dalla gioja e dal piacer di Bellini,il ritornello della cavatina del Tancredi, il terzetto della Gaffa ladra, il finale della Norma, per ora far plauso a ciò che a suo tempo abbiamo già applaudito? Alcuni sostengono che se Doiiize'tti fa questo « lo -fa con tanta grazia da meritar''perdono », ed io per fne gliélO'Concedo generosamente, ma non vorrei mai che7cOh tonta fa-
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