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accontentò, cedendo la proprietà dello spartito, di seimila e cinquecento lire austriache, che gli furono nello stesso giorno a contate».
Il lettore — al quale quest'opera, non ancora dimenticata dal popolo italiano, susciterà chissà quanti ricordi, e che avrà forse seguito con interesse le vicende della sua gestazione — vorrà sapere anche quale accoglienza le abbia fatto Yorbetto della Scala e la riveritissima critica milanese. Per soddisfare la sua legittima curiosità, ricorro al compiacentissimo mio collaboratore, 1' appendicista della Gaietta di buona memoria, il quale era un certo Lam-bertini, successo allora al Pezzi :
Da che io fo il giornalista ed è, senza essere assai vecchio, piuttosto un pezzetto, non mi è avvenuto mai di anticipatamente sentir meno parlare, quanto nell'attuale circostanza del teatrale spettacolo con cui si suole riaprire per le carnevalesche rappresentazioni il nostro gran Teatro nella sera del Santo Stefano. E per quello che mi pare oravi certamente qualche buon motivo di anticipata discussione e di mormorio, sia che al nuovo poetai sig. Bidcra, si volgesse il pensiero, o sia che intorno alla nuova musica del maestro Donizetti, si amasse far pronostici, o sul fatto della signora Ronzi Be-gnis si volessero, come al solito dar sentenze anche prima di udirla e di vederla. Pure la cosa andò come io la scrivo fino alle ore 7 di jeri sera, giacché