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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   𠠎 GIUSEPPE MUSOLINO.
   durante il ritiro dei giurati nella Camera del. Consiglio dalle 12,35 alle 18,20 di quel d� 11 giugno, il bandito, che rimase sempre in camera di sicurezza, apparve tranquillo, anzi ostentava indifferenza; mangi�-la zuppa, e poi toltasi la giacca di dosso se ne fece un cuscino; e si sdrai� a terra per dormire. Ancora una volta egli dava prova della sua capacit� inibitoria, riuscendo a dominarsi in un momento cos� critico e solenne della sua esistenza, pur essendo indebolito, stanco e � noi lo cr閐iamo bene! � realmente emozionato.
   Alle ore 19,10 gli accusati sono ricondotti nella gabbia. Musolino entra con passo sicuro,, ma tosto si sofferma sorridente a guardare il pubblico con un'aria interrogativa. Durante la lettura che il Cancelliere fa del lungo verdetto dei giurati, egli resta in piedi per un pezzo, poi si siede, ma sempre � attento e si sforza di apparir calmo. Era ben facile tuttavia indovinare la sua interna agitazione; egli era pallido, si mordeva il labbro inferiore, e spesso sputacchiava. A un certo momento, domand� all'avv. Ansaldi che cosa significasse la formula � a maggioranza �. Dalla risposta dov� essergli facile arguire la grave condanna imminente. Pur tuttavia seppe padroneggiarsi.
   E la condanna venne, e severissima. Il Pubblico Ministero, dopo il verdetto affermativo dei giurati, richiese per Giuseppe Musolino la pena dell'ergastolo coll'aggravamento della segregazione cellullare. Il bandito ascolt� quasi serenamente tale grave richiesta, e al Presidente che lo interrog� se avesse nulla da aggiungere, rispose calmo: 玁ulla, signor Presidente.... ricorrer� in Cassazione�. Il pubblico rest� ancora una volta deluso; era mancato il bel gesto.
   Alle 19,45 la Corte si ritir� per la sentenza; nel frattempo Musolino volle baciare uno ad uno i complici che il verdetto