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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
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GIUSEPPE MUSOLINO.
in questo caso la sua azione, quantunque premeditata, non � imputabile. Una vendetta per� compiuta nell'accesso epilettico o sotto la sua influenza, ha i noti caratteri dell'impulso morboso incoercibile e, rispettivamente, dell'aggressivit� riflessa o emotiva propriamente detta. Quando tali caratteri fanno difetto � segno che la vendetta compi� integralmente il suo ciclo al lume della intelligenza.
Ma togliendo ai delitti di Giuseppe Musolino la nota impulsiva e dando loro la caratteristica intellettuale, noi ci troviamo dinnanzi ad un altro quesito : era egli dominato da un' idea fissa nel senso psicopatologico della parola ; era egli in preda ad un'ossessione di vendetta, tale da assumere la forma ed il grado di un disturbo morboso di associazione?
L'agire pi� volte allo stesso modo, in conseguenza del dominio di un'idea determinata, non � prova di alterazione del processo ideativo, se non quando l'azione stessa si rappresenti alla coscienza dell'agente in contrasto con la sua personalit�, colla sua coscienza morale, con tutta la storia esteriore ed interiore del suo io. Qui sta la differenza sostanziale, quasi irriducibile tra l'idea domi n ante (� uebervver-tige Idee � dei tedeschi) e la idea fissa. La prima � costituita dal pensiero costante di una finalit� ben determinata, che non solleva alcun ostacolo nel mondo rappresentativo del soggetto, e che non gli provoca alcuna emozione penosa pel suo solo rappresentarsi. L'altra � invece l'assedio della coscienza stessa per opera di una rappresentazione priva di finalit� o avente una finalit� contraria alle abitudini, agli istinti conservativi, ai sentimenti ego-altruistici e soprattutto ai sentimenti sociali dell'individuo.
11 divario principale fra l'idea dominante e l'idea fissa sta, in fondo, nel colorito sentimentale che le accompagna, piace-