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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
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GIUSEPPE MUSOLINO.
nel momento che si compie un' azione di alto valore sociale. La coscienza intellettiva vale, infatti, consapevolezza dell'atto che si compie, cioè rappresentazione dei propri cambiamenti interiori e visione chiara delle correlative reazioni del mondo esterno. La coscienza morale, anch'essa in fin dei conti, è rappresentazione dei caratteri e degli effetti propri delle azioni, che sono dette buone o cattive conforme alla loro finalità sociale; è rappresentazione e ricordo delle sanzioni penali, e così via. La libertà di un atto è poi costituita dalla rappresentazione soggettiva di questo prima che venga iniziato, dei suoi motivi e degli atti antagonistici, con scelta consapevole di quello che sarà trasmesso agli apparati nerveo-muscolari (1).
Noi anche, diamo una importanza grandissima al sentimento o, come quasi intraducibilmente dicono gli psicologi Inglesi, al feeling; nè intendiamo essere degli intellettualisti puri: è pur vero però che la intelligenza, la quale è solo compatibile con una organizzazione cerebrale elevata, è la regolatrice naturale della condotta umana, è la molla potente dell'adattamento individuale alla vita associata; e pertanto viene chiamata la « ragione (pratica) » e l'uomo, in vista del suo modo d'agire, è detto « ragionevole ».
L'uomo, normale od anormale che sia, si decide (si determina) quasi sempre a seconda dei suoi sentimenti e degli stati di affettività : però prima della decisione vi è in ogni agente un altro momento psicologico dell'atto volitivo, e questo soltanto si nomina deliberazione. Ora il determinarsi sussegue al rappresentarsi più o meno rapidamente e completa-
(1) Il concetto filosofico modernissimo della libertà relativa „ si basa per l'appunto sulla nozione o rappresentazione dell'agire, e non sul sentimento : questo, anzi, è in contrasto col concetto stesso di libertà „. Veggasi l'opera ammirabile pur sempre, nonostante la sua apparente vecchiezza, di Aristide Gabelli, L'uomo e le scienze morali, Firenze, 1870.