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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
Intorno al concetto medico-legale della imputabilità. . 331
propri atti, sieno cioè necessitati per fatalità organica ad operare criminosamente.
Che cosa debba intendersi per coscienza e libertà degli atti è ben noto. Nello spirito della legge la parola «coscienza» significa non solo « coscienza intellettiva », come suol dirsi, ossia consapevolezza dei proprii fenomeni psichici e coscienza dell'unità e continuità dell'io, ma altresì « coscienza morale », vale a dire conoscenza e sentimento che l'azione sia proibita dalla morale e dalla legge positiva, ossia coscienza di delinquere. Così la locuzione « libertà de' propri atti », per quanto possa parere e sia soggetta a critiche, non viene menomamente assunta dal legislatore come equivalente di libero arbitrio ; in vece, è noto come essa valga capacità di volere, o, come altri si esprime, podestà di scelta. La responsabilità (giuridica), in somma, ha per base la volontà, il che appare chiaro anche dall'art. 45, che volentieri riportiamo: « Nessuno può essere punito per un delitto se non abbia voluto il fatto che lo costituisce....» Su per giù è il concetto fondamentale che domina nella Legislazione penale dei popoli civili moderni (B. Alimena) (1).
L'individuo, come nota il Dallemagne (2), deve avere la percezione netta del fine che si propone la sua' attività, conoscerne i mezzi di realizzazione, e non trovarsi coartato nell'esercizio della sua volontà; deve inoltre saper misurare l'importanza del suo atto e prevederne le conseguenze.
A noi pare indubbio che la intelligenza, vale a dire la capacità intellettuale, debba giuocare una parte principalissima
(1) In alcuni Codici, oltre al criterio della volontarietà, si richiede che l'atto voluto sia anche pravo „ : ma ciò è superfluo per la psicologia e criminologia positiva.
(2) Yeggasi : Dallemagne, La volonté dans ses rapports aree la responsabilità penale, Paris, Maison E. Gaut.hier-Villars, 1901.