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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
340 GIUSEPPE MUSOLINO.
pazzesco) invertimento della logica applicata ai concetti etico-giuridici.
Ma oltre ad altre caratteristiche minori, come la prepotenza e la religiosità superstiziosa, una ne esiste in Musolino che molte in sè ne riassume. Egli, oltre ad essere un intelligente e nn immaginativo;, è altresì un volitivo; e tale egli ci apparve nelle iniziative ardite, rapide, costanti, pienamente coscienti, come nelle inibizioni pronte, forti, efficaci. Musolino non è un iperattivo, come lo sono di sovente i pazzi morali' e i paranoici in fase aggressiva, i così detti «perse-cutós- pcrsècuteurs»: è piuttosto un violento riflessivo.
Sarebbe un errore giudicare Musolino esclusivamente sui dati raccolti durante il dibattimento di Assise, quando» egli, preoccupato del suo avvenire, attaccato o consigliato da ogni lato, denutrito ed anche sofferente, potè apparire talvolta timido, malsicuro nel suo contegno, incerto nelle sue determinazioni. Bisogna aver presente tutto il passato del bandito per ricostruire integralmente la sua personalità psicologica.. L'emozione di un pubblico e clamoroso dibattimento, l'imminenza di un verdetto decisivo, le prepotenti suggestioni dell'ambiente, son fattori capaci di disgregare momentaneamente le più gagliarde compagini mentali. Musolino nel campo dell'azione, dal 1897 ad oggi, si è mostrato sempre padrone di sè stesso, come i criminali più equilibrati. Sia pure un emotivo; ma i suoi centri inibitori cerebrali furono sempre capaci di dominare l'emozione, perchè egli è intelligente. Non è da meravigliarsi. Uguale forza di inibizione mostrò in ogni contingenza, al dire di Lombroso, anche il brigante Tiburzi.
S'intende bene che in un certo senso la criminalità stessa è prova di deficienza inibitoria, ma nessuno vorrà accampare una così puerile petizione di principio. Ed in un certo senso, è