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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GIUSEPPE MUSOLINO.
   della condanna di Reggio, lo spionaggio, le insidie della Polizia, la sopravvenuta necessità di una difesa personale. È proprio dei criminali, come afferma acutamente Lombroso, il fatto che il minimo sbaglio nella procedura faccia scomparire dinanzi all'occhio della loro coscienza morale la gravità dell'atto commesso. È il pretesto che il temperamento richiede dall'intelligenza f Se la insufficienza del pretesto costituisse argomento di difetto (pazzesco) di critica o di assenza di qualsiasi sentimento morale, ne verrebbe di conseguenza che tutti gli omicidi fossero pazzi o amorali.
   L'interpretazione psicologica dei ragionamenti con cui Musolino giustifica i suoi omicidii, ci porta assai lontani da quella assenza congenita, costituzionale, diremmo quasi organica, del senso etico, che caratterizza la pazzia morale. A modo suo, si intende, Musolino ha invece un altissimo senso di giustizia, purché si metta il concetto del diritto individuale al posto di quello del diritto collettivo. Egli non pensa già che l'individuo possa vivere nel consorzio civile attentando, per sodisfare ai proprii istinti e bisogni, alla vita ed all'avere altrui, e commettendo atti contrarii alla solidarietà, alla pietà, alla probità, solo per ragioni di basso egoismo : nessuno può dimostrare, con buone argomentazioni clinico-psichiatriche, che questa anestesia dei sentimenti sociali fondamentali esista nello Stefanita al punto da invertirgli anche il criterio logico e da farlo inconsapevole del significato etico dell'omicidio, del furto, della violenza, dello stupro e d'ogni altra figura giuridica di reato.
   Musolino sa benissimo che uccidendo andava contro, non solo alla legge, ma anche ai principii della morale : egli non era, egli non è affatto un incosciente, tanto vero che delle sue gesta criminose adduce sempre motivi secondo lui ragionevoli e giusti, vale a dire prodotti da cause; legittime e propor-