Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis
Pagina (326/447) Pagina
Pagina (326/447)
Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
304
GIUSEPPE MUSOLINO.
vero antagonismo col senso morale e col rispetto alla giustizia, non si sarebbero avute, durante gli ultimi anni, in Italia, (dice ottimamente il Giuriati)
senza la leva della ingiustizia giudiziaria, adoperata con energia e con abilità; senza il convincimento propagato nel pubblico, non solo di determinati collegi ma di tutta la nazione, che i Tribunali fossero stati lavorati; senza il grande prestigio che negli animi umani ebbe mai sempre lo spettacolo àsWinnocenza sagrificata, o, ciò che torna lo stesso, della colpa eccessivamente punita; senza il grande sdegno che suscita nella gente onesta, specie nel popolo in genere, lo stupro della giustizia; senza lo scredito in cui purtroppo è caduta, presso di noi, l'opera giudiziale „ (1).
Ora, è questo medesimo sentimento-protesta che moveva Musolino, in un colloquio con uno dei suoi più caldi difensori, a rimproverarlo che non gli avessero saputo ancora scovare un collegio per portarlo a deputato. Nè il rimprovero era pazzesco, nè l'ambiziosa lusinga può dirsi paranoica: vi sono, sicuramente, espressi un forte, sentimento di vanità ed un concetto esagerato di sè, ma ambedue sono in rapporto causale colla azione eccitante dell'ambiente. Nei paranoici,, al contrario, l'ambiente rimane senza influenza alcuna o ne ha una deprimente, sia perchè il delirante per lo più non è fornito di una personalità che si imponga, che svegli simpatia, o che induca altri ad incoraggiarne le pazze idee, sia perchè il malato stesso, prima di arrivare alla megalomania, ha traversato una lunga fase di contrasti e di ostilità (imaginarie) da parte del mondo, dei parenti, dei vicini.
Neanco lontanamente può dirsi che Musolino abbia perduto mai l'esatto concetto della sua identità genealogica, ossia delle reali sue attinenze di famiglia. Qualcuno ha voluto vedere un delirio superbo nel suo affermarsi di nobile pro-
(1) Giubiati, loc. cit., pag. 42-43.