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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   302 GIUSEPPE MUSOLINO.
   della comune degli uomini. Per credere e giudicare in modo delirante, è dunque necessario che sia avvenuta nell'animo e nella mente dell'individuo una trasformazione profonda: questi deve essere cambiato nelle sue abitudini affettive e intellettive.
   In Giuseppe Musolino, orgoglioso, vanitoso;,, vendicativo, indubbiamente persiste la identità personale. E ciò che deve meravigliare ò, per appunto, che vi persista, dopo le suggestioni incessanti e potenti dell'ambiente ! È purtroppo incredibile la simpatia di cui Musolino è, stato sempre circondato e in Calabria e fuori. Di necessità egli dovè addivenire più sicuro dei suoi criteri barbarici di giustizia dopo gli incoraggiamenti, le lettere, i saluti, i denari, le dichiarazioni di stima e di amore, le assicurazioni d'impunità e di grazia sovrana che da ogni parte d'Italia, e anche dal di fuori, egli ha continuamente ricevuto. In una lettera pervenutagli in carcere egli ci lesse queste parole: «Dalle persone eli « giudizio che sanno il tuo intrico, hai un voto in favore per «essere libero». (Lettera di Michele Versace a Musolino, 1.° aprile 1902). E come non dovè ingigantire la sua naturale vanità vedendosi divenuto così popolare; sapendo che la stampa si occupava giornalmente di lui; che dappertutto si domandavano il suo ritratto, le sue poesie, i suoi autografi, la sua storia; che si faceva da tutti a gara per avere una sua reliquia; che si facevano preghiere per la sua liberazione; che il suo processo, svoltosi così rumorosamente, aveva potuto accaparrarsi l'interesse universale?
   Eppure, come risulta dai nostri interrogatori, Musolino in fondo si mantenne critico, malgrado le apparenze : all'avvicinarsi del processo, nelle carceri, egli si contenne come qualsiasi detenuto, senza vane spavalderie, senza morbosa alterigia; non pensava che alla propria difesa, giungendo fino a