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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
Le caratteristiche mentali.
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consigli, che eccitano a fare o a non fare una data cosa, non ' è autonomo : è legato, evidentemente, ai pensieri dominanti durante il giorno. Musolino pensava già ad evadere e, se gli riusciva il colpo, a vendicarsi dei suoi nemici', senza bisogno che l'apparizione onirica venisse a inculcargli codeste idee e codeste volizioni. In secondo luogo, i sogni di quel genere sono frequentissimi nei detenuti: possono essi sognare altra cosa se non la libertà e la vendetta? Tutti sanno a mente le strofette del Metastasio : « Sogna il guer-rier le schiere, ecc., ecc. ». Ma cerchiamo nella stessa classe di persone cui appartiene Musolino, ed ecco che cosa troviamo, fra tantissimi esempii cadutici sotto mano nel frattempo. Un brigante tipico, un vero bruto come ò stato il Menichetti della banda del famigerato Ansuini, scrivendo dal bagno di Civitavecchia alla madre, mentre pur dà mostra di completa assenza di senso morale, le narra di certi suoi sogni dove Dio, nientemeno, si interesserebbe degli affari suoi.
Con tutte queste mancanze da nulla (i suoi atti di rapina) mi sono acquistato, riguardo allo stato in cui mi trovava e la condanna già inflittami, un bel titolo che certo non mi andrà più giù.... Sono destini apparecchiati da madre natura: appena si nasce, ognuno porta con sè il suo. Il mio non dico che sia peggiore degli altri, perchè in mezzo a tante sventure ho avute delle fortune sì belle: ma non ho saputo regolarle. E per questo, Dio, venendomi più volte in sogno, non fa altro alle trattarmi da sciocco: pregatelo voi, cara madre, acciocché cessi tale suo rimprovero,, (1).
Ma alle Assise di Lucca anche il coimputato Jati volle raccontare il suo sogno meraviglioso. Sembra veramente che di esso avesse già parlato nel carcere poco dopo il suo arresto, indipendentemente da qualsiasi suggestione da parte di Musolino. Però la cosa non perde il suo valore sintomatico, anche se si ammetta che Jati abbia voluto imitare il bandito.
(1) Veggasi in Bianchi, Fekbeko e Sigiiele, loc. cit., pag. 252.