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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
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GIUSEPPE MUSOLINO.
Nelle indagini ergografiche non basterebbe guardare all'altezza dei singoli tracciati, nè alla loro somma definitiva: bisognerebbe anche guardare al modo con cui il soggetto raggiunse l'altezza segnata dall'apparecchio. Ebbene : lavorando colla mano sinistra, Musolino cominciò più presto a far uso di movimenti ausiliari, ed in ultimo i suoi sforzi da quel lato erano violentissimi.
Tutto sommato, dopo le critiche di Binet e Vaschide, e dopo i mutamenti arrecali dal Treves alla interpretazione delle curve della fatica (1), noi abbiamo una mediocre fiducia nei: responsi dell'apparecchio, non modificato, di Angelo Mosso. Anche nelle nostre esperienze su Musolino ci siamo convinti, coi due psicologi francesi, che il maggior suo difetto sta nell'igno-rare quasi sempre quale peso si debba far sollevare dal soggetto : infatti, non è indifferente cominciare con 500 grammi anziché con 1000-2000. Inoltre, avvenuto l'allenamento (come ci parve fosso successo in Musolino, per indagine anteriormente fatta su di lui da altri periti), ci si può imbattere nel peso optimum col quale egli sa oramai eseguire il max i-mum di lavoro, e ogni deduzione sulla fatica muscolare resta dubbia.
Ma del resto, questa del mancinismo (motorio e sensorio) è una caratteristica individuale che dopo gli studii di Van Biervliet ci sembra abbia perduto molto del suo valore (2). Lo psicologo belga, con una critica profonda del fenomeno in sé (cioè dissimetria morfologica e fisiologica bilaterale) e delle sue cause (cioè sviluppo embrionale o adattamento funzionale), ha provato, in primo luogo, la grande frequenza del man-
(1) Yeggasi: Binet et Vaschide, Examen critique de l'ergographe, Année psychologique „, IV, 1898, p. 253; M. Treves, Atti del Y Coi -gresso internaz. di Fisiologia in Torino, 1901.
(2) Veggasi : Van Biekvliet, L'homme droit et l'homme gauche, Revue philosopkique „, XLVII, 1899.