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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   L'epilessia. 269
   solo questi permanenti disturbi mnemonici, non solo la conseguente incapacità associativa caratterizzano la sfera intellettuale dell'epilettico degenerato: è sopratutto la riduzione dell'intellettualità stessa, che ne è lo stigma specifico. Non si può parlare di degenerazione psico-epilettica se non vi è un, « cambiamento generale e durevole della personalità, tanto per l'intelletto quanto pel carattere»: — così il Krafft-Ebing; e con lui tutti gli autori son d'accordo nell'assegnare alla degenerazione epilettica il segno specifico del decadimento dell'intellettualità.
   Orbene, in Musolino non trovammo lacune mnemoniche, nè cambiamenti o frammentazioni della personalità, nè riduzione dei poteri intellettuali.
   Musolino è un intelligente. Giustamente il Lombroso, per quanto lo abbia studiato da lontano, ha scorto che Muso-lino non ha il tipo (degenerato) del criminale-nato o dell'epilettico : secondo l'insigne capo-scuola, i criminali di genio, come egli battezza il nostro bandito, si sottraggono alla legge dal rapporto tra deviazione antropologica e anormalità morale. Noi aggiungiamo che si sottraggono pur anco a quella influenza dissolvente sugli elementi integrali della personalità psicologica umana, che viene nelle costituzioni mentali veramente deboli o manchevoli esercitata dalla stessa epilessia. Ne sono pròva perspicua, anche secondo le dottrine antropologiche italiane, i genii indubbiamente epilettici, Cesare, Petrarca, Pietro di Russia, Napoleone Bonaparte, in cui la neurosi non giunse, certo, a dissolvere il tipo famigliale, etnico e specifico.