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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   L'epilessia. 267
   imaginative, nè a quella dei bambini. La mobilità epilettica consiste in una vera successione di parossismi: in ogni cambiamento si raggiunge il maximum; — dalla benevolenza estrema si passa all'odio estremo, dalla tenerezza alla brutalità , dall' audacia insolente alla paura, dalla generosità alla rapacità, dalla espansione eccessiva all'eccessiva tetraggine. E si aggiunga che i passaggi sono- rapidissimi e senza motivo ! Insomma, la mobilità del carattere negli epilettici è qualche cosa che ricorda la follia circolare (Fóré); ora, intesa così, non può essere in alcun modo ravvicinata a quella instabilità di umore che notammo in Musolino.
   Essa spiega la impulsività del carattere epilettico. Le impulsioni di natura comiziale però si differenziano, anch'esse, dalle esplosioni emotive, che posson venire provocate da particolari stimoli fisici o psichici anche in individui semplicemente eccitabili. Gli impulsi epilettici sono caratterizzati : a) dalla subitaneità con cui esplodono: sono vere scariche; b) dalla violenza che presentano : sono sproporzioneti all' effetto cui tendono; c) dalla debole o mancante motivazione: sono prodotti di necessità organiche; d) dai fenomeni di depressione da cui sono seguiti. La impulsività, che nella statica del carattere rappresenta il complesso — quasi diremmo l'astrazione — degli impulsi epilettici, mantiene tutte le note differenziali di questi, e imprime nell'individuo una marca ben riconoscibile, tutt'altro che equivoca. I famigliari, i conoscenti, gli amici bollano in simili casi il soggetto con i qualificativi di stravagante, di insocievole, brutale, pericoloso o temibile, e spesso addirittura di pazzo.
   Non è certamente tale Giuseppe Musolino. Noi già dimostrammo che egli non è un impulsivo; qui aggiungeremo soltanto che la benevola deferenza che egli invariabilmente mostrò con noi, periti indotti dall'accusa, farebbe da sola esclu-