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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   27(j GIUSEPPE MUSOLINO.
   quei soggetti, nei quali non sia sopravvenuto uno stato di demenza e manchino stigme di degenerazione ereditaria. È il cosiddetto carattere epilettico il precipuo esponente della degenerazione psico-epilettica. Ora, Musolino non solo non è un degenerato-ereditario — e lo dimostrammo — ma non ha neanche carattere epilettico, non è neanche un epilet-iico-degenerato.
   È noto da gran tempo il cosidetto malumore epilettico, e non soltanto come fenomeno parossistico equivalente di un attacco, ma altresì come stigma statico del carattere. Difalti l'epilettico e abitualmente depresso, spesso apatico (apatia epilèttica — Guislain, Féré), di umor nero, cupo, silenzioso, ovvero puerilmente brontolone. Questa condizione di spirito é rotta soltanto dagli scatti di violenza o da una gaiezza smodata, transitoria, che spesso è in rapporto con qualche libazione alcoolica. Imperocché la tendenza a bere e l'intolleranza per gli alcoolici si riscontrano assai di frequente negli epilettici.
   Tale non ci appare Giuseppe Musolino che, quando è in perfetta salute, è di un buon umore invidiabile, che ha vivissimo il senso edonico della vita, che rifugge dagli eccessi di ogni genere, che non ama gli alcoolici, quantunque non ne sia affatto intollerante.
   Si è detto che il carattere degli epilettici è essenzialmente mobile ed esplosivo; ma il Féré aggiunge che questa mobilità riposa sopra un fondo di tristezza e d'impotenza, poiché l'epilettico è abitualmente triste e pigro. Qui dobbiamo insistere sul fatto che tale mobilità di umore degli epilettici non la si può mai confondere colla mobilità degli isterici, né ravvicinare a quella delle persone suggestive, iperestesiche o