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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
L'ereditarietà morbosa e la degenerazione. 249
ed Ippolita, quantunque sia affermato dal teste dott. Priolo, medico-chirurgo a Santo Stefano. Sta in fatto, soltanto, che esse soffrirono di «svenimenti ». Noi non troviamo in ciò una prova nemmeno per ammettere una h y s t e r i a minor. Per contro, siccome presentavansi siffatti svenimenti per patema morale, cioè dopo che le sorelle appresero l'arresto del profugo, e nell'epoca della loro detenzione, quando entrambe, specialmente Anna, si trovavano in pessime condizioni di salute, noi giudichiamo che si trattasse di semplici lipotimie da oligoemia cerebrale-
Musolino ci parlò di una zia suicida per amore- Non potremmo escludere che egli mentisse per giovare ormai al piano di difesa relativo alla infermità di mente ; certo, per qualche tempo mostrò tendenza ad aggravare tutto ciò che si riferiva alle malattie nervose della sua famiglia. Tuttavia propendiamo a credere ch'egli, forse, esagerasse qualche diceria che realmente corresse intorno alla morte di quella sua zia. La smentita dello zio Filastò non poteva, iir questo caso, avere un deciso valore ! Comunque sia, siamo su un terreno assai malsicuro.
Più importante è discutere la supposta epilessia del padre del bandito- Anche qui fa d'uopo attenersi ai fatti meglio accertati. Giuseppe Musolino padre è preso alla età di circa 35. anni da attacchi nervosi, per cui « cade a terra » (depone così un teste) e « resta, per mezz'ora e più, sofferente e fuori di sè » (così dice Ippolita)- Gli attacchi sono presentiti dal paziente che ha per lo più il tempo di portarsi verso il letto e coricarvisi (afferma Ippolita), e son caratterizzati essenzialmente da «dolori e sensazioni diverse al capo». I medesimi sono rarissimi, uno o due all'anno (così ci affermano Ippolita e il bandito stesso), e scompaiono dopo 12-14 anni, tantoché oramai da va-rii anni ei se ne trova guarito. Nessun parossismo convulsivo; e sembra coincida colla guarigione l'abbandono dell'abitudine