Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis
Pagina (262/447) Pagina
Pagina (262/447)
Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
27(j GIUSEPPE MUSOLINO.
Che Musolino non abbia composta nè comandata mai una vera banda brigantesca, sembra oramai certo, quantunque l'atto di accusa gli assegni compagni più o meno conosciuti in un certo numero dei suoi delitti, tanto al principio quanto alla fine della latitanza. Eppure, qualche suo biografo, non sospetto di animavversione contro di lui, lo designa senz'altro, come « brigante » e parla di una banda composta «.... di due uomini» (il Jati e il Di Lorenzo); descrive «la tattica da esperto capitano» del Musolino, che «fra i boschi fittissimi faceva il suo quartier generale»; e non risparmia i punti ammirativi per «l'occulto e ingegnosissimo servizio di sorveglianza da lui organizzato intorno alla sua persona» (1). Questo servizio sarebbe stato affidato da Musolino a venti persone, divise in dieci coppie, le quali avevano l'obbligo di tenerlo informato di tutti i passi della pubblica forza; e le coppie non si conoscevano fra loro, e ciascuna persona trasmetteva le notizie senza sapere da chi provenissero, fino a che Musolino le riceveva; e i favoreggiatori si annunziavano fra loro mediante segnali di fischi, ecc., ecc. Il biografo si vanta di avere « assistilo a questo servizio ed organizzazione del brigante nel settembre 1900», e d'essere ancora stupito quando pensa' «a quei giovani che giungevano di mano in mano, baciavano ed abbracciavano il brigante con effusione ed affetto, e se ne andavano lieti, idolatrandolo per le sue maniere cortesi ed insinuanti». Da notare anche il particolare che Musolino si tenne nascosto per otto mesi su di una balza che era stata sede di Nino Martino, «un brigante leggendario»: e di là egli «scorgeva i fuochi di bivacco dei 200 uomini (?) che gli davano la caccia».
Si sfrondi pure il racconto da tutto quello che di pittoresco
(1) Veggasi: Nucera-Abenavoli, loc. cit., pag. 23 e 27.