Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis
Pagina (260/447) Pagina
Pagina (260/447)
Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
27(j
GIUSEPPE MUSOLINO.
l'agguato, e i suoi delitti non hanno la benché menoma ap. parenza eroica, nè avrebbero dovuto svegliare altri sentimenti se non di ripugnanza o di orrore. Tuttavia per ragioni, che diremo mesologiche, ma che potremmo anche denominare ragioni di mimetismo nella lotta per l'esistenza, qualcuno dei suoi omicidii assunse un deciso carattere brigantesco. I due omicidii più feroci, quelli del D'Agostino e del Marte, indubbiamente sono delitti da brigante; l'ultimo, in particolare , è la identica ripetizione di atti sanguinosi di rappresaglia consumati da celebri briganti impunemente, al cospetto di molti testimoni resi muti ed inerti dal terrore. Eccone un esempio : si tratta di quel Tiburzi che condannato nel 1872 alla galera in vita per una grassazione, un'estorsione ed un assassinio, riesci a fuggire dalle saline di Corneto Tarquinia, e per molti anni (venticinque !) ha sovraneggiato e taglieggiato un intero circondario dell'Italia centrale, però quasi senza spargere sangue.
Talvolta l'assassino si risveglia ancora in Tiburzi: quando sospetta che alcano lo abbia tradito, punisce il traditore con un colpo del suo fucile infallibile.... Il suo compagno Biagini era morto il 6 agosto 1889 in uno scontro coi carabinieri. Tiburzi e Fioravanti (un suo nipote, bandito come lui) eran allora riusciti a salvarsi, ma avean giurato vendetta. Credettero che colui che avea messo i carabinieri sulle loro traccie fosse tale Gabrielli, fattore del marchese Guglielmi (ciò non era vero). Un anno dopo a un dipresso, il 22 giugno '90, lina cinquantina di mietitori lavoravano nella tenuta Guglielmi, e Gabrielli sorvegliava i lavori. Erano le 8 del mattino, e la gente riposava.... due uomini armati sbucano dal lembo della macchia che confina col podere: uno si avvicina al Gabrielli e gli dice: — Alzati e vieni con noi.,, — L'altro rifiuta, ma lo sconosciuto lo afferra pel petto, lo trascina a pochi passi, dove il compagno è pronto col fucile puntato. Davanti a quelle cinquanta persone immobili, terrorizzate, l'orribile esecuzione è compiuta. — Ricordati del 6 agosto „ — gli grida il giustiziere mentre gli spara due colpi nel cranio. Tiburzi e Fioravanti ricaricano le armi, e gridando— Cosisi trattano le spie!,, — spariscono nuovamente nella