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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GIUSEPPE MUSOLINO.
   La narrazione, abbastanza oscura del resto, che Musolino ci fece dei suoi litigii con Vincenzo Zoccoli, della rissa avvenuta il 27 ottobre e dell'attentato del 29 ottobre 1897; le risultanze, pur esse non chiare, di due pubblici dibattimenti (Assise di Reggio nel 1898, Assise di Lucca nel 1902) ; le stesse descrizioni di quegli avvenimenti che si leggono nelle biografie popolari dello Stefanita, non lasciano dubbio sulla vol-garissima loro origine e natura. Fossero o no i due avversarii e ì loro compagni ascritti alla Picciotteria, certo è che quel primo litigio causato dal desiderio di soperchiarsi l'un l'altro, e il rancore mantenuto di poi, e l'aver chiamato « fuori » (dall'osteria) l'odiato avversario, e la rissa consecutiva in luogo appartato, e l'attentato commesso due giorni dopo dalla compagnia dei perdenti contro chi si era loro mostrato superiore di forze, tutto ciò è storia di ogni giorno nelle classi inferiori; tutto ciò appartiene alle solite gesta dei giovanotti o, come disse l'ex-sindaco Fava, dei « giovinastri » che frequentano le osterie di campagna o del suburbio. Noi non arriviamo a comprendere come una origine così triviale e bassa del «fenomeno Musolino» non si sia mai presentata alla mente dei suoi sostenitori o di chi simpatizzava per lui, massime fra le persone dette civili e sensate 1
   Ed eccoci alla condanna di Reggio nel settembre 1898. La leggenda vuole che Musolino fosse condannato innocente; ma i testimoni accusati dai parenti di lui per falsità furono prosciolti (29 giugno 1899) per insufficienza di prove. Comunque sia, nessun dubbio che Musolino dovesse riportare una qualche condanna pel primo reato (la rissa del 27 ottobre 1897) in danno di Vincenzo Zoccoli; ciò che tutto al più potrebbe ammettersi sarebbe la eccessività della condanna.
   Ma il dibattimento di Lucca ha rivelato particolari della