Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis

   

Pagina (252/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (252/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   234
   GIUSEri'K MUSOLINO.
   che un infermo od invalido, viene considerato come un essere degenerato; e nello stesso tempo come un primitivo ed un regredito (1)-
   Lasciamo dunque impregiudicata la questione della patogenesi del morbus s a c e r, se cioè esso sia una disposizione ingenita dei centri nervosi, o una conseguenza di infezioni ed intossicazioni, o un postumo di encefaliti fetali ed infantili, od un effetto di altri processi morbosi più o meno definiti. Accertato, pur sempre, rimane questo fatto: — che nella epilessia si conserva o si ritorna ad avere una condizione primitiva od inferiore della funzionalità cerebrale, consistente soprattutto nel predominio della impulsività reflessa ~ e dell'automatismo sulla facoltà inibitoria e sulla volontarietà consapevole. L'attacco epilettico sarebbe la manifestazione dinamica ac-cessuale parossistica di tale condizione : la costituzione mentale epilettica ne costituirebbe la rivelazione statica e permanente; quella è la scarica (come benissimo la qualificò Ilughlings-Jackson), questa è il deflusso regolare di una identica forma di energia potenzialmente accumulata nei centri. E quale suo fondamento organico o concomitanza immancabile, compaiono quelle note di primitività ed inferiorità morfologica e funzionale che ci fanno vedere nell'individuo epilettico la personificazione più evidente della degenerazione.
   Si comprende allora perchè certi temperamenti etnici ed individuali, non soltanto siano affini a quello che noi psicopatologi chiamiamo carattere epilettico, ma prestino anche più facile e fertile terreno allo svolgersi dei germi pato-
   (1) Diamo i titoli delle opere italiane in cui questo concetto della epilessia si trova più luminosamente illustrato: Lombboso, L'Uomo Delinquente ed opera omnia „ ; Silvio Tonnini, Le Epilessie, Torino, 1890; Eoncoeoni, Tratt. clinico dell'Epilessia, Milano, 1894; Bianchi e Colucci, Epilessia, in Tratt. ital. di Patologia e Terapia medica ,„ Voi. Il, Parte 4.a, 1900.