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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
L'epilessia in Calabria. 225
processo, non v'ha investigazione qualsiasi in cui si possa esser certi della veridicità dei testimoni (lo stesso Musolino ha questa opinione dei proprii compaesani e dei Calabresi in genere!), e ciò non solo fra le classi povere, anche e più fra quelle elevate. Colà i cittadini sono riluttanti a concorrere spontanei con le loro dichiarazioni al conseguimento della giustizia. «Si citano esempii di feroci omicidi, che per questa condiscendenza e reticenza di testi per poco non sono passati, per vittime di gente facinorosa e provocatrice ». Ora, a noi sembra, per dire sinceramente il nostro pensiero, che sia per l'appunto questo giuoco che la famiglia, gli amici, i complici e i favoreggiatori hanno tentato di compiere a difesa del bandito di Santo Stefano: per poco non si sono ritenuti Crea, gli Zoccoli, Zirilli come spergiuri; e Marte?,. d'Agostino, Chirico come meritevoli della fine terribile che hanno fatto !
8. — L'epilessia ia Calabria.
Concluderemo questo capitolo sull'ambiente in cui avvennero le gesta di Musolino, parlando anche dell' epilessia fra i Calabresi.
Dalle ricerche che uno di noi fece, molti anni or sono, su varie fonti, risultò un fatto prima ignoto : che, cioè, in Italia la epilessia e le malattie convulsive sono diffusissime, sino a contarsene oltre 40 000 casi. Basandosi sulle proporzioni delle, riforme nelle leve militari degli anni 1869-78 (nascite del '49-58), si trovò che la media dei giovani riformati perchè affetti da epilessia o da convulsioni era dell'11.53 su ogni diecimila inscritti nei registri di leva in tutto il Regno^ ma che ili talune provincie di Sicilia, Toscana, Emilia e Liguria, si superava la media del 20. Le provincie più funestate risultarono, infatti, Catania (37.1), Palermo (27.3),. Messina (22), Ravenna (30), Porto Maurizio (26.5), Ge-Musolino.