Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis

   

Pagina (242/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (242/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   21 i
   GIUSEPPE MUSOLINO.
   Si ò preteso che la prova della esistenza della picciotteria Calabrese non fu data nel processo a carico di Musolino : ma tutti sanno che quelle associazioni vivono per mutui e taciti accordi di parola e di azione, non già per regolamenti scritti. Lo si vede chiaro fra la popolazione delle carceri, dove non c'è norma fissa o statutaria per la prepotenza, per l'uso del gergo, per la vendetta settaria, per lo sfruttamento dei deboli, ma dove infanto ogni giorno si segnalano imprese camorristiche del genere di quelle compiute da Musolino' e soci sul vecchio loro compagno di Gerace e sulle guardie di Reggio.
   In quale maniera si debba intendere la propensione dei Calabresi (come di tutti i meridionali) ad associarsi nel delitto, precipuamente a scopo di mutua difesa fra le persone malviventi, è assai bene chiarito dal Procuratore del Re di Palmi nel suo discorso già citato. Egli vi dimostra come nel territorio vicino al luogo natale di Musolino, nel circondario di Palmi (si può generalizzare la cosa a tutta la provincia Reggina), l'associazione al delinquere riesca di fomite e ausilio per una maggiore e più audace delinquenza, poiché
   mentre taluni dei socii agiscono nella perpetrazione dei delitti, altri vi danno braccio facendola da testimoni a favore dei primi. E restando questi impavidi, la loro audacia si fa spavalda: si organizzano fra loro, e stabiliscono le gerarchie, dove i più abili e i più feroci guadagnano le posizioni privilegiate. „
   Di là deriva la organizzazione clandestina della picciotteria Calabrese, sulla cui partecipazione nelle gesta di Musolino s'è tentato invano di gettare un velo. Anche i testimoni più onesti si fanno compiacenti, o reticenti, sia perchè temono per sè e pei loro cari, sia perchè hanno poca fiducia nella protezione e soprattutto (ciò è grave !) nell'oculato silenzio delle Autorità. Così avviene che nel circondario di Palmi, come in tutto il resto di Calabria, non v'ha giudizio, non v'ha