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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   21 i GIUSEPPE MUSOLINO.
   contro coloro che vi erano venuti meno, o che soltanto egli sospettava potessero dimenticarsene a di lui riguardo ? In ciò il bandito di Santo Stefano sarebbe il Calabrese picciotto (mafioso) tipico. Ecco una citazione, che, meglio di tutto le induzioni psichiatriche, ne descrive il principale «motivo impellente»:
   Denunziare, o confermare il nome del reo, fosse anche il proprio offensore, è ritenuto un atto basso e vigliacco. Chi commette tale vigliaccheria, non solo non è ritenuto uomo „, ma deve subire l'epiteto di spione „ (ili siciliano cascittuni).... Il vero uomo „ non denunzia mai alla giustizia il nome del suo offensore, non perchè l'abbia perdonato, ma perchè ritiene che solo a lui spetti il diritto di vendicare l'offesa: altra riparazione non è ammessa. Se una persona è ferita, tace il nome del suo feritore.... se muore, preferisce rimanere invendicato, pure di non confessare il nome dell'assassino.... Questo dovere di tacere non compete solo all'offeso, ma si estende a chiunque è stato testimone del delitto.... Anche gli estranei hanno il dovere di tacerne il nome, non solo, ma devono, per quanto possano, agevolargli la fuga e la latitanza, apprestargli un nascondiglio, sviare in tutti i modi le ricerche della Polizia....
   Per omertà, se occorre, bisogna andare in galera anche se innocenti di un dato delitto, purché non si dica nulla.... Se l'arrestato, per leggerezza di carattere o perchè preso da momentanea debolezza, dovesse fare rivelazioni alla Giustizia, è tacciato d'infamia.... L'uomo, invece, che sa opportunamente tacere è considerato come omu d'onuri o cristianeddu....
   Il principio dell'omertà si estende a chiunque conosce qualche cosa della questione. Se Tizio e Filano furon testimoni d'una rissa, interrogati dal magistrato diranno di sconoscere i rissanti, di non saperli più riconoscere anche se li rivedessero, d'ignorarne i nomi.... Anche la gente onesta è costretta a subire il pregiudizio della omertà per non vedersi esposta a guai. Offesa, preferisce tacere; fa tutto il possibile perchè non venga citata a deporre; chiamata a dichiarare quello che sa, si mostra reticente, e qualche volta, suo malgrado, magari smentisce „ (1).
   L' o m e r t à è, insomma, il carattere stesso dell'italiano dell'estremo mezzogiorno (Sicilia e Calabria); che se ad essa aggiungete le caratteristiche morali di certi individui, cioè «la violenza, la prepotenza, il predominio della forza, il forte
   (1) Veggasi : Cutrera, loc. cit.., Cap. Ili, pag. 25-34.