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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
Il brigantaggio e il banditismo in Calabria. 213
diante il ricatto, le estorsioni e le grassazioni, giovandosi per
10 più del terrore che ispirano le sue minaccie, o ricorrendo di quando in quando al delitto di sangue per conservare la trista fama al proprio nome.
Ma certe volte il brigantaggio meridionale, specialmente
11 Calabrese, il Basilisco e l'Abruzzese, non già per trovare in sè stesso una giustificazione morale, bensì per interesse, per spinta delittuosa venutagli dal di fuori, per acquistare simpatia presso le popolazioni ignoranti e bigotte, si è ammantato sotto parvenze politiche, si è posto al servizio di qualche causa più o meno legittima, e ha coperto le proprie imprese giudiziarie colla bandiera della rivolta e dell'opposizione ad ogni nuovo regime. Questo si vide alla fine del secolo XVIII, nell'insorgere delle bande sanfedistiche contro la Repubblica Partenopea ; si ripetè nel 1848 - 49 per opera degli stessi cittadini organizzati a guardia nazionale, con grande scandalo del patriota Poerio; e si riprodusse più largamente ancora dopo il 1S60, quando il brigantaggio infierì nelle prò vincie meridionali e centrali del nuovo regno d'Italia e per poco non ne mise in pericolo la giovine compagine (1).
E le credule plebi rurali, sempre affette dal loro secolare misoneismo, ingannate nei loro sentimenti religiosi, sfruttate nell' avito senso di soggezione verso le potestà cui s'erano tradizionalmente abituate, alimentano il brigantaggio con la loro simpatia o quanto meno con la loro acquiescenza. Sempre esse sono prese da ammirazione per quell'atteggiamento di rivolta audace; spesso esaltano il coraggio, la forza morale,
(1) Un tipico esempio di questa trasformazione del bandito per reato comune in brigante pseudo-politico fu offerto dal famigerato Comandante Crocco „, ora recluso in un bagno penale, e che dal 1861 al 1864 fu uno.dei più bellicosi e sanguinarii capi-banda del Napoletano. Veggasi: Pasquale Penta, Delinquenti e delitti primitivi, Riv. mensile di Psichiatria forense, Antropologia crini, e scienze affini ,„ Anno IV, 1901.