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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
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Il brigantaggio e il banditismo in Calabria.
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contro antiche e secolari ingiustizie » ; fra le quali, potentissima per svolgere spiriti di rivolta, le prepotenze feudali sulle donne dei proletarii. E tale misera condizione era per: petuata dalla mancanza di strade e di scuole, dalla nessuna industria, dalla ignorantissima superstizione delle masse, dal numero •©.norme dei preti e dei conventi, dalla sproporzione fra mano morta e terra disponibile, infine (causa più acutamente sentita, perchè più vicina ed immediata) dalle angherie della classe intermedia sorta fra l'aristocrazia e i ,cam-pagnuoli e composta di piccoli commercianti e di piccoli possidenti (i «galantuomini»).
Oltre a ciò, quelle genti, massime in Basilicata e Calabria, hanpo «una vaga tendenza alla vita di avventure, un senso di misticismo inconscio», che cresceva nell'inerzia della vita, intellettuale ed artistica, nell'isolamento di quelle borgate disperse siri monti e prive di orizzonti sociali.
Le anime inquiete, non potendo far meglio, ora emigrano: allora l'unica professione preferita, per chi non voleva rassegnarsi ad una vita bestiale, era il brigantaggio. Così si spiega che tra i briganti noi troviamo alcune figure di veri idealisti, alcune anime, pur nella loro rozzezza e qualche volta nella loro crudeltà, desiderose di giustizia e amorose del bene.... accanto ai ladri ed agli assassini, uomini desiderosi di più umano vivere e qualche volta persino amanti di giustizia: una giustizia rozza, quale poteva apparire alla mente di uomini incolti e superstiziosi. „ (Nitti).
Alcuni di questi tratti psicologici noi vedemmo in Giuseppe Musolino, che per quanto non sia da porre nella categoria dei briganti e appartenga a quella dei banditi, pur riproduce in certe generalità caratteristiche della sua fiso-nomia morale la figura leggendaria del brigante, quale fu creata dalla fantasia popolare, cioè « del vindice dei torti che la società infligge alle classi deboli e povere»; del rivoltoso forte ed audace, che non uccide o maltratta se non co-