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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Le cause del delitto eli sangue in Calabria. 193
   di tasse sulla proprietà fondiaria, sfruttarla, e mantenervi ac-ceso l'odio delle classi povere, massime agricole, contro quelle dirigenti sino a farle diffidare che la Giustizia non operi che a puro vantaggio di quest'ultime. Tutto ciò è noto, e si attaglia anche ad altri compartimenti d'Italia che pur furono lungamente trascurati, malgovernati e sfruttati : alludiamo alla Basilicata, alla Sardegna, persino alla Sicilia, dove anche i reati di sangue, il brigantaggio, il banditismo, col rispettivo favoreggiamento delle masse, sono rimasti quasi altrettanto, e anche più, comuni che in Calabria.
   Ma ci sono poi nel mezzogiorno provincie non più curate e non meglio amministrate dai Governi, le quali pagano un tributo assai meno grave all'omicidio in genere e al qualificato (assassinio) in ispecie ; e tali sarebbero le Puglie : laddove Provincie anche vicine alla capitale, e però più soggette alla vigilanza e più interessatamente governate, tornano ad avere frequenti atti di reità contro la vita; e citeremo i Principati, il Molise, gli Abruzzi, cui bisognerà aggiungere il Lazio (parte precipua degli antichi Stati della Chiesa). E però le vicende storico-politiche, il mal governo angioino, aragonese, spa-gnuolo, borbonico, papale e simili, pur agendo fortemente nel tener bassa la moralità d'una contrada, non ci spiegheranno mai adeguatamente il fenomeno.
   Altrettanto può dirsi dei costumi. Il Lombroso (con la esagerazione che deriva dal suo stile reciso) aveva affermato che «in Calabria uccidere un uomo! a fucilate è uno scherzo assai poco inconveniente, ed ognuno perciò porta il fucile, e chi l'ha a due canne è più rispettato, è.... più giusto ». Orbene : se dovessimo giudicare dalla giocondità con cui Musolino ci ha descritto il suo « gesto di sparare », e dall'importanza che nel dibattimento egli ha saputo dare all'aver posseduto un fucile a due piuttosto che ad una canna, diremmo che l'in-Musolino. 13