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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   21 i
   GIUSEPPE MUSOLINO.
   5, — Le cause del delitto di sangue in Calatoia,
   Abbiamo scritto che al libro L ci C ci 1 a b r i a del Lombroso è stata lanciata l'accusa di avere calunniata la Calabria, dandole titoli e certificati di inferiorità morale : l'opera sua fu detta leggiera e inopportunamente esumata dai suoi appunti giovanili ; non vi si scorse altro se non un intento di denigrazione (1). Lombroso non ha bisogno delle nostre difese : il fondatore dell'Antropologia criminale può evocare ben altre prove del suo patriottismo e del suo rispetto alla verità. Se in quel libro si contiene qualche inesattezza, qualche erroneo apprezzamento, qualche frettolosa generalizzazione, lo scopo che
   10 ha inspirato non fu quello di denigrare, ma di aiutare una nobile e bella regione italica nella sua ascensione civile. Avranno ragione i critici del Maestro di Torino, avrà ragione
   11 calabrese dott. Trombetta nel correggere con notizie più precise e fresche certe asserzioni concernenti lo stato materiale e sociale delle Calabrie di trent'anni fa; ma la difesa loro sotto il punto di vista della criminalità generale e specifica è, per contro, assai fiacca: noi andiamo a vederlo.
   A giustificare l'altissima quota di omicidii e ferimenti, che insanguinano purtroppo oggidì la penisola Bruzia, si evocano le sue particolari condizioni sociali, e il malgoverno degli Spaglinoli e dei Borboni, e la trascuratezza dello stesso nuovo Regno d'Italia, i quali tutti non hanno saputo far altro che lasciarla nell'abbandono, assoggettata al dominio di una aristocrazia feudale e di un clero numeroso e ignorante, colpirla
   (1) Asserzioni consimili, e anche più gravi, erano state fatte da altri studiosi delle condizioni morali e sociali del mezzogiorno, fra cui il Villabi, il Sonnino e ^ranchetti, il Niceforo. Basti il titolo di altra opera di questo ultimo distinto sociologo-criminalista: L'Italia barbara contemporanea, Milano-Palermo, Sandron, 1898.