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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   La popolazione.
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   Tira, nimicu rniu, tira la pinna, Fuossica ch'esce a morte la cunnanna : Tu tieni carta, calamaru e pinna, •
   Ed iu purvira e palle a miu cummannu.
   Tu si lu yice-re di chistu regnu Ed iu sugnu lu re de la campagna; Tannu, nimicu miu, tannu mi rennu Quannu la capu mia gira allntinna.
   Generale è fra i Calabresi la credenza simbolica nel sogno, ma non più • che nelle regioni contermini e nella stessa Italia centrale : d'altronde, tutti i popoli primitivi e gli individui semplici danno importanza alle* imagini svegliantisi automaticamente nel sonno, e non di rado le prendono a guida della loro condotta ulteriore. Così ha fatto, e desidera lo si sappia, anche Musolino.
   Lo stesso dicasi della religione, che si esplica in Calabria con le pratiche rituali più superstiziose, e non è sentita altrimenti che a scopo di protezione egoistica o come mezzo di facile lavacro anche delle colpe più efferate. Onde l'uso di portare sempre addosso medaglie, scapolari, imagini sacre e oggetti benedetti, non tanto per intenzioni propiziatorie, quanto per credenza in un che di magico o di occulto che ne emani contro il pericolo, contro la malattia, e la morte. Per questo demmo il completo elenco degli oggetti trovati indosso a Musolino, nel momento del suo arresto: esempio singolare di un costume generale.
   La mente dei Calabresi è disposta alle astrazioni. Se nelle classi colte questa disposizione favorisce la nascita di filosofi e di mistici, in quelle inferiori diventa terreno per le credenze più illusorie. Il fenomeno storico del Gioacchiuismo avvenuto in Calabria alla fine del secolo XIII, ne è la conferma. Gioacchino del Fiore, o Joachim de F1 o r e, fu un mistico che anticipando di cent'anni San Francesco di Assisi,