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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   La Calabria.
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   fabetismo Europeo! Questo spiega perchè vi si scrivano poche lettere e cartoline (non più eli 4 all'anno per abitante!) e come le pubbliche poste vi diano scarsissimo guadagno allo Stato.
   Pochi sono gli Asili infantili: due soli in tutta la provincia di Reggio con appena 290 alunni! Le scuole elementari obbligatorie sono inferiori ai bisogni, e alle facoltative quasi non si pensa; scarse anche le serali; una sola tecnica governativa in tre provincie (mentre alle Puglie ne furono date 7 e all'Umbria 4): nessuna scuola industriale, professionale o artistica, nessun istituto agricolo, nessuna biblioteca pubblica, appena una larva di pseudo-insegnamento universitario (?) al Liceo di Catanzaro. Troppi invece, al confronto, i giornaletti politici, quasi tutti asserviti ai partiti locali.
   Dai resoconti della giustizia civile si rileva che i Calabresi sono piuttosto litigiosi: per ogni mille hanno la media annua di 144 liti in piedi. Debole è invece la cifra dei fallimenti, stante la povertà del commercio; pur bassa quella delle separazioni conjugali, stante la vivezza dei sentimenti di famiglia; invece, poco richiesti i provvedimenti per correzione ed educazione di minorenni (soli 2 ogni 100000 abit.). Della giustizia penale, parliamo in capitolo a parte.
   Riguardo alle condizioni economiche, l'agricoltura è basata precipuamente sulla coltivazione dell'olivo e degli agrumi, ambedue assai impoverite negli ultimi anni, la prima per le devastazioni della mosca olearia, la seconda per la chiusura dei traffichi all'estero. Il diboscamento incessante della montagna ha fortemente danneggiato i piani coltivabili: fu bensì promulgata una legge (10 marzo 1888) per la sistemazione dei bacini montani, specialmente Calabresi, ma, al solito, venuta altra legge a complicare le cose (quella del 30 marzo 1893), non se n'è fatto quasi nulla; e il rimboschimento e il consolidamento dei terreni arenosi, che poi sono quasi tutta la marina lungo il Jonio e in parte lungo il Tirreno, rimangono tuttora un pio desiderio.
   Con ciò il latifondo è vasto, la irrigazione non regolare ma tumultuosa; l'allevamento del bestiame (compresi gli asini che erano, un tempo, pregiatissimi) è assai stentato, salvo quello del majale, questo salvadenaro del misero contadino „. Forte è la tassa sui fondi e fabbricati rustici in causa delle ben note vicende del catasto; e difficoltosissima la esazione delle imposte, cosicché vi si contano numerose espropriazioni per mancato adempimento degli obblighi fiscali.
   La industria manca quasi affatto od è bambina: prima di tutto perchè difetta la forza idraulica naturale, poi per poca iniziativa dei capitali: l'assenteismo dei grandi proprietarii mantiene basso il movimento locale del denaro. Tutto si riduce a povere miniere solfifere e a distillazione di spirito: non vi sono di quei grandi opifici che caratterizzano l'industria moderna, sicché non esiste una vera classe operaja; in compenso, non vi si sente quasi mai parlare di scioperi.
   La popolazione Calabrese mostra la sua povertà anche nel limitato Musolino. 11