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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
4.1 GIUSEPPE MUSOLINO.
Cesare Lombroso, lo studio astratto e ideale della delinquenza aveva ceduto interamente il passo a quello concreto e positivo del delinquente, ed il fattore bio-antropologico pareva avere messo in disparte quasi del tutto il fattore psico-sociale, oggidì si cammina sempre più verso la conciliazione dei due indirizzi che parvero per un po' di tempo fra loro in antagonismo, ma che per contro si integrano a vicenda, e completano nella nostra mente il concetto del delitto. È vecchio, ma pur sempre vero il detto di Quetelet, che le società preparano e l'individuo compie l'atto criminoso. Con questa integrazione della pura antropologia criminale con la sociologia, una figura come quella di Giuseppe Musolino rimane meglio illuminata, ed il penoso fenomeno che essa rappresenta, non solo ci diviene comprensibile, ma anche ci si addimostra, per fortuna, rimediabile.
1. — La Calabria.
Noi dovremo, pertanto, parlare della Calabria e delle sue condizioni etniche e morali : ci gioveremo di dati etnografici, statistici, storici, politici, conforme alle regole della moderna ricerca sociologica, ma intendiamo essere liberi nei nostri apprezzamenti senza con ciò venir meno al rispetto ed all'affetto che tutti gli Italiani delle diverse regioni si debbono fra di loro. Questo diciamo perchè a proposito di Giuseppe Blu-solino, essendosi ricordate le poco confortanti note che allo studioso lascia vedere la moralità Calabrese nelle altissime cifre della delinquenza e nel reiterarsi e perpetuarsi del brigantaggio, si è protestato che si offendeva la Calabria e quasi si è voluto lasciare intravedere lo spettro del regionalismo.
Non crediamo che sia offendere un popolo od un paese dicendone le cattive qualità quando, contemporaneamente, se ne dicono anche le buone: una popolazione ha sempre, come