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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   4.1
   GIUSEPPE MUSOLINO.
   safo. Ciò ci porta a ritenere che siano più genuine e sincere le notizie da noi allora raccolte, che non quelle portate ulteriormente al processo; ciò nondimeno, anche di queste, opportunamente depurate da ogni miscela di esagerazione e da ogni incertezza di terminologia popolana, abbiamo voluto tener conto. Speriamo che dal confronto imparziale dei risultati delle nostre indagini, possa scaturire, meno incompleta e meno inesatta di quanto si sia voluto far credere, la genealogia del bandito.
   L'avo paterno, Antonio, non fu conosciuto da Muso-lino, e quindi egli non sa darcene alcuna notizia. Da alcune informazioni ci risulterebbe che egli fosse stato alcoolista (bevitore di vino), ma ciò ci viene negato da Gaetano Filastò, zio del bandito. Era robustissimo e morì assai vecchio.
   Collaterali sanissimi e tutti morti in età avanzata.
   L'avo paterno, Francesco Filastò, morì a 73 anni, dopo aver sopravvissuto 7 o 8 anni ad un colpo apoplettico. Ciò asseriscono lo zio Filastò e Giuseppe Musolino. Il vecchio parroco di Santo Stefano riferì al signor Adolfo Rossi che il Francesco non era granché di buono, ed aggiunse in generale che i Filastò erano sempre stati « intriganti in Corte ».
   L'ava materna (Sinicropi) sanissima: morì in vecchiaia, ì suoi collaterali risultano sani.
   Il padre, Giuseppe, vivente, di anni 57, è di costituzione robusta. Il signor Adolfo Rossi lo qualifica come uomo forte e astuto, dalla fronte bassa e dalle mandibole pronunciate. Soffrì in passato di «colpi di sangue»; per il che fece assidue cure di «erba fumaria e di pendincore» (?). Così ci riferisce Musolino. La sorella Ippolita, da noi interrogata, ci dice che il padre all'improvviso impallidiva, sfava mezz'ora tra-