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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
4.1 GIUSEPPE MUSOLINO.
Importava a noi, tuttavia, di scoprire il modo come la idea di vendicarsi si associasse nel suo pensiero nell'occasione dei suoi delitti. Musolino ci aveva detto spontaneamente una volta che era molto impressionabile, e che quando un dispiacere gli si metteva in testa «gli pareva di uscir pazzo» e ci pensava sempre. Prendendo questo filo conduttore, ci riuscì facile interrogarlo a fondo circa l'idea di vendetta che surse in lui dopo il processo di Reggio. Ebbene, Musolino ci confessò che l'idea della vendetta non gli ha dato mai «fastidio », non l'ha mai impressionato come l'impressionano i dispiaceri e le donne. In realtà, solo la minor parte dei suoi delitti risulterebbe ispirata dal sentimento della vendetta. Coloro contro cui avrebbe dovuto, a tenor di logica, sfogare più violentemente il suo rancore, erano i «falsi testimoni» delle Assise di Reggio Calabria, cioè Stefano Crea, Rocco Zoccoli, e l'acerrimo suo nemico personale, Vincenzo Zoccoli. Ora, soltanto il Crea fu da lui preso di mira; e noi fino dal 'primo colloquio glielo facemmo rilevare.
D. Come mai tu affermi di avere agito per diritto di vendetta e, mentre tanti altri sono morti di tua mano, proprio quei tre sono tuttora vivi ?
R. Che volete, illustrissimo? A? Crea tentai e. non ci sono rkiscito; a Rocco Zoccoli ho perdonato perchè mi confessò d'avermi tradito; e Vincenzo Zoccoli mai l'ho potuto arrivare. D. Sta bene, ma tu hai ammazzato o tentato di ammazzare altri del cui tradimento eri assai meno sicuro che di Eocco Zoccoli; ad esempio, che ci aveva da fare il povero Chirico con la condanna di Reggio? e il Marte? e lo Zirlili? e l'Angelone?... R. Ma, illustrissimo, tutti coloro mi tradivano; Chirico mi disse del majale e mi maltrattò; Marte ini tradì; Angelone voleva farmi arrestare per prendersi la taglia.... I) E le povere donne Zoccoli, che per poco non facesti saltare in aria la notte del 16 maggio 1899, che colpa ci avevano?
A quest'ultima obiezione, Musolino non seppe cosa rispondere. Il vero si è che egli non uccise sempre per vendicarsi