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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   4.1 GIUSEPPE MUSOLINO.
   ogni modo, Musolino non ha mai chiaramente mostrato il piacere dello spargimento del sangue, e mancano in lui quelle crudeltà leggendarie degli assassini che uccidono per impulso passionale di vendetta ed odio, o per la vanità dei proprii delitti. Alcune circostanze acquisite in processo, tendenti a dipingere Musolino che inveisce su taluna delle sue vittime (sul Marte), a noi non sembrano affatto dimostrate.
   L'interrogatorio per discoprire in lui gli effetti psicologici immediati e postumi dei suoi misfatti, non ci ha dato risultati sicuri. Ricordiamo tuttavia la sua opinione circa il perdono. Egli ci assicurò che si prova maggiore soddisfazione in perdonare che in vendicarsi, ma che «pur troppo non si può sempre perdonare quando si hanno dei nemici temibili e si ha un sangue acceso ». Ricordiamo altresì le sue confessioni circa il suo stato d'animo dopo commesso un omicidio. Egli ci affermò che lì per lì provava «soddisfazione», ma che poi pensava subito a fuggire.
   A domanda abilmente fatta, se dormisse, riposasse o no, dopo commessi gli omicidi, specie quelli perpetrati di notte, Musolino resta imbarazzato, temendo forse nella domanda un'insidia, e finisce col dire che, quando era stanco pel troppo cammino, dormiva saporitamente, che in ogni modo non si ricorda di aver mai sofferto insonnia o agitazione dopo i suoi misfatti. Tende cioè a far capire che nessun rapporto ha mai osservato fra i suoi delitti ed il suo sonno o bisogno di riposo. Abbiamo già osservato come egli non abbia mai rivedute nel sogno le sue vittime in attitudini pietose
   In Musolino parrebbe piuttosto vivo il sentimento religioso; ma indagando bene ci convinciamo essere il bandito soltanto imbevuto delle superstizioni così comuni nella sua regione e altrove. Prima dei suoi delitti era stato sempre praticante. A noi protesta la sua fede di «cristiano»; ma del